Ieri a Roma si è svolto il Family Day, manifestazione a sostegno della famiglia tradizionalmente intesa, quella secondo natura, un uomo e una donna che come dall'inizio dei tempi fanno figli, quella sancita dalla nostra Costituzione.
Coloro che vi hanno partecipato chiedono, e non ci vedo nulla di male, un sostegno da parte dello Stato alle famiglie più numerose, in difesa di un modello condiviso non soltanto dalle associazioni cattoliche che hanno organizzato il tutto ma dalla gran parte dei cittadini, che siano credenti o meno, comunque laici quanto quelli che non sono a manifestare. C’è di male semmai che la data sia stata fissata provocatoriamente nell’anniversario di un’importante conquista sociale quale il divorzio, e che l’evento sia strumentalizzato da buona parte della destra contro i DICO, che non vanno a intaccare il ruolo della famiglia tradizionale, ma semmai sono una forma sin troppo soft per dare nuovi diritti a nuclei di tipo familiare differenti da quel modello. Con il cuore sarei stato a San Giovanni, con la ragione a piazza Navona dove altri cittadini hanno manifestato per la difesa dello stato laico, per la giusta rivendicazione di diritti che ancor meglio i PACS potevano garantire. Personalmente sono a favore della tutela della famiglia tradizionale (e x questa mia opinione non vado contro qualcun'altro, ledendo altrui diritti), ma da liberale di sinistra quale sono non mi arreca alcun disturbo il fatto che uno Stato veramente Laico conceda ulteriori diritti a nuclei giuridici differenti. Certo che se da una parte si cerca di progredire lanciando insulti e offese verso le famiglie, si va poco avanti, e non mi stupisce che la destra poi ci speculi sopra. Vedo in entrambe le manifestazioni giuste ragioni da far valere, ma una grande malafede nei politici che vi partecipano, così abili a scaldare le masse in un argomento che va toccare così da vicino gli affetti. Mi riconosco molto nelle parole di Prodi, che ritiene che debba finire questa assurda lotta tra Guelfi e Ghibellini, che hanno fatto sin troppi danni all’Italia.



