domenica, 28 ottobre 2007

Oggi altri comuni in Veneto voteranno per passare da quella regione al Trentino-Alto Adige, precisamente Cortina D’Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana.

Alla base un discorso economico, è indubbio, un discorso federalista: alla Regione Trentino-Alto Adige ritornano sul proprio territorio gran parte degli introiti fiscali lì generati, e quindi lì reinvestiti, con enorme vantaggio per la popolazione locale. Il presidente della Regione Veneto Galan piuttosto che screditare questa legittima consultazione popolare dovrebbe prenderne atto, piuttosto che minacciare ritorsioni. E dovrebbe piuttosto concentrarsi a reclamare quel tanto proclamato federalismo che già la coalizione alla quale appartiene,  il governo precedente doveva attuare, non riuscendovi. Colpa anche degli stessi italiani, che hanno beccato alla balla che con la Devolution si voleva distruggere la Costituzione, che comunque non è il Vangelo e può essere benissimo modificata, così come si è fatto normalmente in altri paesi più civili del nostro.

A parte che “pecunia non olet” (il denaro non puzza), soprattutto se è il frutto del duro lavoro della gente onesta, va detto che dietro a questa rivendicazione ci sono  anche altri motivi di natura storico-geografica, essendo questi comuni apparteneti a quella che è la Comunità Ladina, quella Ladinia che già era unità all’Alto Adige prima della forzata italianizzazione fascista. Quelle popolazioni non farebbero nient’altro che rientrare in quello che è il loro alveo naturale. Come è stato fatto l’anno scorso dai cittadini romagnoli dalla val Marecchia, il cui ingresso ufficializzato nell’attuale regione Emilia-Romagna è ritardato soltanto dalle lungaggini burocratiche (forse qualche detrattore spera ancora….)

Una rivoluzione silenziosa si sta svolgendo in Italia, quella di tanti comuni che “se ne vogliono andare”, di cittadini stanchi delle attese colpevoli dei loro eletti, che decidono di muoversi, passando da un’amministrazione all’altra, in molti casi con ovvie ragioni da far valere, come quella di un territorio più omogeneo e facilmente gestibile. Non se ne parla perché questa mobilitazione è scomoda, perché va a rompere certi equilibri “politici” di mero interesse economico. Ancora riescono a passarla liscia, ma non potranno fare finta di nulla, l'arroganza ha ha un limite, la situazione è destinata a scoppiare. O federalismo o .....

Sito dell'Unione "Comuni che cambiano regione":
www.comunichecambianoregione.org
postato da: mircomonti alle ore 19:19 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    05 Novembre 2007 - 14:22
 
questo sistema mi permette di contattarti solo se sono registrato, ma non ho nessuna voglia di registrarmi.

ti prego, scrivimi tu:
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